Hundertwasser, la raccolta dei sogni

«Dipingere è sognare. Quando dipingo, io sogno. Quando il sogno volge al termine, non ricordo più nulla di quello che ho sognato, ma il quadro resta. È la raccolta del sogno», ecco quanto dichiarava Friedensreich Hundertwasser in una intervista di alcuni anni fa. Pittore, grafico, architetto, narratore, ecologista, navigatore, Hundertwasser (1928-2000) è uno dei più noti e discussi artisti austriaci del dopoguerra.

In questi mesi si può visitare una mostra personale presso l’Art Forum Würth di Capena, vicino Roma. La mostra offre un’ampia panoramica dei lavori dell’artista, dagli anni Quaranta fino alla fine degli anni Novanta, attraverso più di cento opere, tra cui dipinti, opere grafiche ed arazzi, la maggior parte provenienti dalla Collezione Würth ed alcuni prestiti dall’Archivio Hundertwasser di Vienna e dalla “Die Galerie” di Francoforte.
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Nei quadri di Hundertwasser, si ritrova un’abbondanza di forme rotonde, di cerchi e spirali, colori vivaci, materiali diversi che si sovrappongono, inserti lucidi che danno vita all’opera, per rappresentare un mondo immaginario e fantastico che però trova un saldo legame con la realtà attraverso i sogni. Hundertwasser aveva il terrore delle linee rette, persino il pavimento della sua casa in Nuova Zelanda era ondulato.

L’artista affermava con convinzione: «Al giorno d’oggi viviamo in un caos di linee rette, in una giungla di immorali linee rette. La livella e il metro dovrebbero essere vietati, sono il simbolo dell’ignoranza e il sintomo della disintegrazione della nostra civilizzazione». In effetti le sue opere architettoniche, palazzi, asili, inceneritori, rispecchiano questo sentire. La “Hundertwasserhaus” a Vienna è un accavallarsi di colori, stili differenti, linee curve, pareti levigate, muri storti, facciate luccicanti oppure opache. Le finestre tutte diverse una dall’altra.

Per l’architetto austriaco ogni finestra aveva diritto di vita, la ripetizione di finestre identiche una accanto all’altra ricordava, a suo dire, i campi di concentramento. Hundertwasser, ha disegnato anche orologi, monete, targhe automobilistiche, schede telefoniche, bandiere e francobolli. La sua idea portante era di un’arte per tutti e per tutto. La pittura come un dono per il benessere dell’umanità. La creazione artistica come oggetto prezioso ad un prezzo accessibile ai più. Hundertwasser aveva pertanto ideato un sistema per generare fino a 10.000 opere diverse, ma uguali. La struttura della litografia era identica, ma tutte differenti le combinazioni di colore. Così ogni opera rappresenta un pezzo unico, come unico è Huntertwasser, il pittore pensatore.

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